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Quando si sceglie un qualsiasi prodotto, spesso le caratteristiche tecniche possono fare la differenza. Lo stesso accade per un nuovo termostato o cronotermostato ambiente. Vediamo quali sono le più importanti e come decifrarle, lasciando sempre a un professionista qualificato le operazioni di installazione.

Che differenza c’è tra termostato ambiente o cronotermostato?

Innanzitutto, prima di occuparsi delle caratteristiche tecniche, occorre capire quale tipo di prodotto si stia cercando. Sia termostato ambiente che cronotermostato servono per regolare la temperatura in una stanza o zona della casa o dell’ufficio, comunicando direttamente con l’impianto. 

Se in una giornata invernale imposto la temperatura desiderata a 20°C, mi aspetto che l’impianto di riscaldamento si attivi e che la temperatura dell’ambiente aumenti. Quando la temperatura è stata raggiunta, il termostato lo rileva e comanda all’impianto di disattivare gli elementi riscaldanti di quella zona. Lo stesso per il condizionamento. Questo è quello che fa un termostato ambiente.

Il cronotermostato, come dice il suo nome, aggiunge la variabile “tempo”, ovvero la programmazione. L’utente ha dunque la possibilità di impostare quale temperatura desidera in determinate ore della giornata e/o giorni della settimana. 

Le caratteristiche tecniche più importanti nella termoregolazione

  • Alimentazione: può essere via cavo (in Italia 230 Vac) o a batterie. In caso di alimentazione via cavo, occorre verificare che l’alloggiamento a parete sia raggiunto dalla corrente elettrica, oltre che dal collegamento alla caldaia (esclusi modelli radio).
  • Portata sui contatti: il carico massimo che si può applicare sui contatti elettrici, a seconda dell’apparecchiatura che viene collegata al termostato.
  • Relé / uscita: può essere normalmente aperto (NO) o in commutazione (scambio). Se normalmente aperto, significa che il dispositivo comanda solo il riscaldamento, mentre se in commutazione può regolare sia riscaldamento che condizionamento. 
  • Campo di regolazione / intervallo di temperatura di funzionamento: è l’intervallo in cui è possibile impostare la temperatura ambiente desiderata
  • Risoluzione termometro: l’intervallo minimo impostabile tra una temperatura e l’altra, è espressa in frazioni di grado. Il più accurato è 0,1°C, di solito su apparecchi elettronici.
  • Precisione termometro: l’accuratezza della temperatura ambiente rilevata, in condizioni di installazione ottimali.
  • T. max ambiente / Max. temperatura di sopportazione: la temperatura massima alla quale si può esporre il dispositivo in funzione senza che subisca danni all’elemento sensibile. 
  • Temperatura di funzionamento: l’intervallo di temperature (minima e massima) alla quale si può esporre il dispositivo in funzione senza che subisca danni all’elemento sensibile. 
  • Temperatura di stoccaggio: l’intervallo di temperature (minima e massima) alla quale si può esporre il dispositivo anche spento senza che subisca danni. 
  • Differenziale: espresso in gradi Kelvin, è la differenza di temperatura tra l’attacco o il distacco del relé che comanda l’impianto. Se ad esempio, impostiamo 20°C sul termostato ambiente con un differenziale di 1K, questo riattiverà la caldaia quando la temperatura scenderà a 19°C, e viceversa (essendo le trasformazioni tra scala Kelvin e Celsius invariate).
  • Classe di isolamento: solitamente in classe II, cioè che non necessita del collegamento alla messa a terra. 
  • Grado di protezione: espresso in IP, indica la resistenza del prodotto agli eventi accidentali, come l’infiltrazione di acqua e polvere. 
  • Modalità di funzionamento: come ad esempio On/Off o Estate/Inverno, indica le modalità di funzionamento del termostato. Più ce ne sono, più è permessa una personalizzazione rispetto alle proprie abitudini quotidiane.
  • Temperature impostabili: di solito presente nei cronotermostati, indica quante temperature (eco, comfort, antigelo, notte, giorno, etc.) è possibile impostare
  • Fasce orarie: presente nei cronotermostati, indica i passi in cui è possibile impostare la programmazione ed è espresso in minuti, ore o frazioni di ore. 
  • Impianto: riscaldamento/condizionamento/a pavimento. Indica quanti e quali impianti può controllare un singolo termostato o cfronotermostato.
  • Omologazioni: indica a quali normative e/o requisiti di qualità risponde l’apparecchio. 
  • Classe ErP: acronimo di “Energy related Products”. La classificazione non corrisponde a un “voto all’efficienza energetica”, ma indica prodotti con logiche di funzionamento simili. 

Vi ricordiamo che tutti i termostati IMIT sono intercambiabili facilmente tra loro, perché l’interasse di fissaggio che montano sulla base e il cablaggio sono gli stessi. 

Ma se siete indecisi su quale termostato installare, vi consigliamo la lettura di questi articoli:

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