Il nuovo Conto Termico 3.0 è ufficialmente realtà. Con l’aggiornamento del meccanismo di incentivazione dedicato all’efficienza degli edifici e alla produzione di energia da fonti rinnovabili, arrivano novità importanti per privati, imprese e pubbliche amministrazioni. Un sistema più accessibile, più flessibile e più in linea con le tecnologie attuali.

Che cos’è il Conto Termico?

Il Conto Termico è un incentivo gestito dal GSE che permette di recuperare parte delle spese sostenute per interventi di efficientamento energetico o per l’installazione di impianti alimentati da fonti rinnovabili. A differenza delle detrazioni fiscali, il contributo viene erogato direttamente sul conto corrente del beneficiario, una volta conclusi i lavori.

Le novità principali del Conto Termico 3.0

La nuova versione amplia le possibilità di accesso e aggiorna gli interventi incentivabili. Ecco i punti chiave:

  • Plateia dei beneficiari più ampia: oltre a privati e PA, entrano anche enti del terzo settore, comunità energetiche e configurazioni di autoconsumo collettivo.
  • Più tecnologie ammesse: arrivano l’installazione del fotovoltaico (con o senza accumulo) e le infrastrutture di ricarica per veicoli elettrici, ma solo se abbinate alla sostituzione di impianti di climatizzazione con pompe di calore.
  • Nuovi massimali aggiornati: i limiti di spesa per tecnologie e impianti vengono adeguati ai prezzi di mercato.
  • Budget confermato: 900 milioni di euro l’anno, di cui 400 per la PA e 500 per i privati.
  • Richiesta più semplice: il termine per presentare domanda passa da 60 a 90 giorni dalla fine lavori.

Chi può accedere agli incentivi?

I beneficiari ammessi sono:

  • Privati (persone fisiche, imprese, agricoltori, condomìni)
  • Pubbliche amministrazioni e soggetti assimilati
  • Enti del terzo settore
  • CER e gruppi di autoconsumo

La richiesta può essere presentata direttamente oppure tramite una ESCo certificata, cioè una società specializzata nell’efficienza energetica che ha ottenuto una certificazione ufficiale, spesso secondo la norma UNI CEI 11352 (o standard equivalenti)

Quanto si può recuperare?

Il contributo dipende dall’intervento e può coprire:

  • fino al 65% delle spese per la maggior parte dei lavori,
  • fino al 100% per interventi su edifici pubblici di piccoli Comuni, scuole e strutture sanitarie.

Interventi ammessi: rinnovabili e efficienza

Rinnovabili termiche

Il Conto Termico 3.0 sostiene interventi su edifici esistenti con impianto funzionante, tra cui:

  • sostituzione di sistemi di climatizzazione con pompe di calore (aria-acqua, acqua-acqua o geotermiche)
  • installazione di sistemi ibridi, sistemi bivalenti e pompe di calore add-on
  • generatori a biomassa
  • collettori solari termici
  • scaldacqua a pompa di calore
  • allaccio a teleriscaldamento efficiente
  • microcogenerazione da rinnovabili

Tra le novità più rilevanti ci sono le pompe di calore “add-on”: una soluzione che permette di affiancare una tecnologia rinnovabile a una caldaia esistente, senza sostituire l’intero impianto.

Come richiedere il Conto Termico?

  • Accesso diretto: domanda al GSE entro 90 giorni dalla fine lavori.
  • Prenotazione (solo PA): possibile presentare domanda prima dell’esecuzione dell’intervento per ottenere un acconto.

Per piccoli impianti (≤35 kW o solare <50 m²) è disponibile il Catalogo del GSE, che elenca i prodotti già idonei.

Quando entra in vigore?

Il decreto è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale e entrerà in vigore dopo 90 giorni. Nel 2026 saranno operative anche le nuove Regole Applicative e il portale aggiornato del GSE.

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